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martedì 15 aprile 2008

Firma digitale



Firma digitale


La firma digitale, basata sulla tecnologia della crittografia a chiavi asimmetriche, è un sistema di autenticazione di documenti digitali analogo alla firma autografa su carta. Essa si basa sull’uso di un certificato digitale memorizzato su di un dispositivo hardware.


Questa ha tre obiettivi:

1) diffusione della firma digitale all’interno delle amministrazioni;
2) intervento su applicazioni e servizi, per renderli accessibili in sicurezza;

3) iniziative specifiche di stimolo all’utilizzo della firma.




L’Italia si è posta all’avanguardia nell’uso legale della firma digitale, essendo stato il primo paese (1997) ad avere attribuito piena validità giuridica ai documenti elettronici.


La firma digitale attesta la volontà del titolare della chiave privata di sottoscrivere il documento informatico e quindi di assumere la responsabilità del suo contenuto. Il processo di firma, oltre all'autenticità del mittente, attesta l'integrità del documento firmato e il principio del non ripudio che non permette il disconoscimento di quanto firmato.

martedì 12 febbraio 2008

ADSENSE

ADSENSE

1.Cosa è Google AdSense?
E' il programma di Google che permette a un editore di monetizzare il traffico di un sito tramite la pubblicità. Gli annunci si riconoscono dalla scritta "Annunci Google" e dal fatto che sono di solito testuali. Il contenuto è di solito legato al tema della pagina. Se gli utenti cliccano uno dei link l'utente riceverà parte di una cifra che Google aveva pattuito in precedenza con l'investitore pubblicitario. L'equivalente del sistema AdSense che vuole promuovere il proprio prodotto si chiama AdWords.
2.Come funziona il sistema?
Un editore si registra, sceglie i formati degli annunci, personalizza gli annunci e ottiene un codice che inserirà nel codice delle pagine dove vuole che gli avvisi appaiano. Da qui in poi Google farà apparire gli annunci e una volta che uno clicca un annuncio sul conto dell'editore verrà accreditata una parte (immaginiamo 40/50%) della somma che Google aveva pattuito con l'investitore. Di solito i click valgono qualcosa tra gli 0,1 centesimo di dollaro e i 25/30 centesimi.
Se si possiede un blog si può ospitare la pubblicità di Google, a patto che non si occupi di pornografia, gioco d'azzardo ecc.
3.Quanto si guadagna?
E' un mezzo dalle interessantissime prospettive economiche. Anche sul mercato Italiano sta portando sulla rete molti investitori e con loro molti soldi, negli USA qualcuno sta già guadagnando cifre di assoluto rilievo.
I punti di forza di AdSense sono la possibilità di modificare i formati e i colori degli annunci in modo da renderli esteticamente omogenei al contesto in cui si trovano e la tematizzazione automatica degli annunci in base al contenuto della pagina in cui vengono inseriti.

venerdì 25 gennaio 2008

WIMAX


WIMAX
Wimax (acronimo di Worldwide Interoperability for Microwave Access) è una tecnologia che consente l'accesso a reti di telecomunicazioni a banda larga e senza fili.

L'acronimo è stato definito da WiMAX Forum, un consorzio formato da più di 420 aziende il cui scopo è sviluppare, supervisionare, promuovere e testare la interoperabilità di sistemi conosciuto anche come WirelessMAN (Wireless Metropolitan Area Network). Il WiMAX Forum si è formato nel giugno 2001.

WiMAX è una tecnologia di trasmissione senza fili d'accesso a banda larga, in grado di fornire elevate prestazioni, in termini di velocità di trasmissione di dati, a basso costo.
La possibilità di essere utilizzato su qualsiasi tipo di territorio, a prescindere dalle caratteristiche geografiche rende WiMAX competitivo sul mercato per ogni tipo di utenza.

venerdì 14 dicembre 2007

IL BULLISMO

Quasi otto ragazzi delle scuole medie su dieci hanno conosciuto da vicino atti di bullismo, o perché ne sono stati vittima, o perché lo hanno subito i loro amici. E se in teoria il 75% dei giovani dichiara che è giusto che la vittima di questi maltrattamenti cerchi aiuto in un genitore o comunque in una persona adulta, all'atto pratico il 53% afferma che se accadesse a lui si difenderebbe da solo.


Un esempio: Durante la ricreazione, Alessandro, un alunno di seconda media, si avvicina a Luca e mentre con una mano gli torce il braccio dietro la schiena, con l’altra gli punta un coltellino sotto la gola costringendolo a ripetere davanti a un gruppo di compagni: ”Sono il tuo schiavo e tu sei il mio padrone”. Non siamo in una scuola del Bronx , ma in una scuola media del Veneto.


Da diverso tempo anche in Italia il fenomeno del bullismo viene riconosciuto come uno spiacevole aspetto della vita scolastica.

L'atteggiamento del bullo nei confronti del più debole o dei più deboli ha cause che spesso risiedono nell' invidia nei confronti delle vittime.
E' opportuno però fare una chiarificazione terminologica: bullismo è la traduzione letterale della parola inglese "bulling" che ha un significato un po' diverso rispetto all'accezione italiana. Tradizionalmente, nel nostro Paese viene considerato "bullo" un individuo dotato di molto esibizionismo, piuttosto sbruffone, che ama fare il gradasso e che spesso tende a prevaricare, senza mai però raggiungere quelle caratteristiche di cattiveria e di sadismo che invece sono tipici del fenomeno del bullismo così come viene spesso osservato in ambito scolastico.
E’ quindi da considerare impropria la traduzione del termine “bulling” con bullismo, anche se ormai tale errata traduzione è ampiamente diffusa nel nostro Paese.

fonti:

venerdì 30 novembre 2007

digital divide



digital divide


Viene inteso come mancanza di accesso e di fruizione alle nuove tecnologie di comunicazione. I primi che parlarono di digital divide furono Al Gore e Bill Clinton, quando, all'inizio degli anni novanta, intrapresero una politica di forte sviluppo e potenziamento dell'infrastruttura di internet negli Stati Uniti.

Il concetto di "divario digitale" era riferito alla difficoltà di accesso a internet in determinate zone del paese. In quegli anni internet esplode come fenomeno di massa e diventa sempre di più un mezzo di lavoro e di business: non essere connessi alla rete significa quindi essere relegati ai margini della società. Con il passare del tempo, la "rivoluzione internet" inizia a interessare un po' tutto il mondo industrializzato e queste tematiche cominciano ad essere sentite anche in altri paesi fino a raggiungere anche il sud del pianeta. Il digital divide rischia di incrementare ulteriormente la forbice tra paesi sviluppati e non. Sarebbe sicuramente sbagliato credere che andando ad incidere sul digital divide si possano risolvere i problemi gravi che affliggono queste società.

Le tecnologie ICT rappresentano un "paradigma tecnologico", ovvero un insieme di regole e metodi che determinano un modo di produzione e quindi un modello sociale.
Un paradigma tecnologico non sostenibile può creare molti problemi che - tra l'altro - potrebbero ritornarci indietro amplificati (come ad esempio i problemi ambientali). Nell'ambito dell'informatica e delle nuove tecnologie, il paradigma tecnologico più sostenibile è sicuramente quello legato al free software. Il modello cooperativo a cui fa riferimento, la possibilità di personalizzare per le diverse esigenze i software e la possibilità di partecipare attivamente all'innovazione entrando nel merito delle cose trattate sono alcuni dei suoi punti di forza. Se la strada per affrontare il problema sarà questa, allora non saranno soltanto i paesi in via di sviluppo a trarne benefici diretti, ma anche tutta la comunità a livello mondiale.
Secondo me è una tecnologia molto utile se viene utilizzata anche nei Paesi più poveri.